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Anche
coi vecchi e storici ULTRAS della Fiorentina la conoscenza si perde nella
notte dei tempi, anche con loro (pur se breve) un rapporto interessante
che mi ha permesso di scoprire l’ennesima realtà di uno stesso
fenomeno, tifosi motivatissimi legati in maniera viscerale alla propria
città ed alla squadra che li rappresenta.
A differenza però di tutti gli altri, con loro improvvisamente
si è interrotto ogni contatto (certamente in questo cambiamento
hanno influito e di molto l’inizio delle problematiche) e degli
amici di un tempo, esclusi quelli ci hanno lasciato e per uno in particolare
la perdita è stata grave, non ho avuto più notizie se si
esclude un recente, breve e distaccato (!) colloquio telefonico con Marzio,
il mio amico dei tempi belli.
Nell’incontro con loro una parte di rilievo l’ebbe il buon
Antonio, il quale vivendo in quel periodo a Firenze aveva avuto modo di
entrarci in contatto andando in curva Fiesole a vedere la Fiorentina,
da quel momento tutto si sviluppò bene ed in fretta, la conoscenza,
l’amicizia e poi i problemi con il conseguente allontanamento.
Dunque
ci stiamo avvicinando alla fine degli anni ’70, il fenomeno ULTRAS
è come un vulcano la cui eruzione pare non fermarsi più,
travolgendo ogni cosa e riempiendo totalmente la nostra vita di tifosi,
incidenti e scontri a parte (dove non ne potevi davvero fare a meno...)
la voglia di conoscere altre realtà è sempre forte così
appena si creano i presupposti giusti coi viola non me li lascio sfuggire;
ma nonostante gli inizi molto promettenti e la buona volontà da
parte di molti di poter costruire una salda amicizia (come lo era coi
veronesi) arrivarono le problematiche, che per quanto riguarda fatti di
mia stretta conoscenza e dal sottoscritto personalmente vissuti sono da
imputare in gran parte a noi romanisti, alla nostra innata predisposizione
a non sapersi comportare, a sentirsi grandi solo spaccando tutto, a gettare
biciclette nell’Arno, a rubare sciarpe e cuscini da stadio ad anziani
tifosi, o peggio ancora ad un agguato incomprensibile ed ingiustificato
alla stazione Tiburtina prendendosela poi con un vecchio ULTRAS diversamente
abile, con il quale scambiai poi due chiacchiere provando un profondo
senso di vergogna, senza trascurare quella infamante moda, importata da
Torino lato Juve, di strappare collanine d’oro.
I
presenti ricorderanno, spero, lo sguardo incredulo e stupito delle povere
ed ignare ragazze che transitavano nel pratone della curva Ferrovia e
venivano assalite con “indomito coraggio da un gruppetto di eroici
tifosi giallorossi e gettate a terra con azione fulminea e travolgente”,
una risposta inaspettata e molto positiva arrivò una domenica a
Firenze, quando di fronte ai numerosi scippi offerti come aperitivo alla
curva giallorossa stracolma e pericolosamente insofferente, la stessa
sentendosi offesa da tanta vergogna scese infuriata nel parterre e diede
dimostrazione di avere, non solo le palle, ma anche la capacità
di saper affrontare dinamiche che con la vita di curva non avevano nulla
da spartire.
Secondo me l’apice, in senso ovviamente negativo, fu toccato nel
campionato 80-81, trasferta del 14 dicembre, dove accadde di tutto e di
più, dove insomma lo spazio per l’amicizia lasciò
il posto al rancore e all’odio, un cambiamento di rotta che mi spiazzò
totalmente, una nuova situazione che negli anni a venire segnò
gli incontri tra noi e loro senza più mezzi termini e dove stavolta
a sporcarsi furono i viola con agguati e l’uso del coltello a tutto
spiano, colpendo tifosi isolati in centro a far foto e macchine intrappolate
nel traffico dell’uscita, azioni poco onorevoli uguali per pochezza
a quelle offerte in precedenza da noi, in generale davvero uno squallore
indescrivibile.
 Ma
non è certo mia intenzione parlare solo dei momenti negativi, anzi
tornando ai vecchi e storici ULTRAS VIOLA vorrei ricordare con molto piacere
quelli che col sottoscritto, e non solo, hanno tenuto alto onore e mentalità,
comportandosi sempre degnamente come si conviene a veri ed insostituibili
ULTRAS, Gufo, Marzio, Volpe ed altri ancora, per ultimo ho lasciato Stefano
che noi vecchi conosciamo come il Pompa, lui è scomparso prematuramente
qualche anno fa lasciando non un vuoto ma una voragine, non soltanto nella
città e nella curva che tanto amava e per la quale moltissimo ha
fatto, ma anche nel nostro vecchio mondo ULTRAS, tanto è stato
importante che persino la storica curva milanista (non certo quella di
oggi) gli dedicò uno striscione e quando gli onori ti arrivano
dal “nemico” c’è poco da aggiungere!
Per
quanto mi riguarda l’ultimo ricordo che ho di Stefano e che fa riferimento
proprio a quel 14 dicembre 1980, me lo fa vedere infuriato come un leone
per l’oltraggio subito, eppure nonostante il momento delicatissimo
che mi vedeva completamente solo tra i viola e la carica nervosa che lo
scuoteva come non mai, ebbe la signorilità di salutarmi e abbracciarmi
con il solito affetto, accantonando per un attimo tutto il resto.
Questo era Stefano, questi erano i vecchi e storici ULTRAS VIOLA.
PS – Ad Ottobre avevo chiesto ad Antonio di scrivere qualcosa sull’argomento,
anche per renderlo partecipe in prima persona ad un evento che aveva preso
forma proprio grazie a lui, ma a tutt’oggi, 1 Marzo 2007, ancora
in attesa di un suo cortese cenno di vita mi sono convinto che il contributo
richiesto andava ben oltre le sue umane possibilità e, dispiaciuto
comunque per un comportamento poco in linea col mio concetto di amicizia,
mi son deciso di andare avanti lo stesso.
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