7- 1973-74 SI VA IN SUD
Il
grande passo finalmente è compiuto, il nostro amico romanista,
oramai ad un passo dai 20 anni, ha la sua prima tessera di curva, è
arrivato dunque il momento tanto atteso, si va all’Università
del tifoso per eccellenza, questa novità (e scusate se è
poco) rende il tutto piacevolmente elettrizzante.
E’ così tanto su di giri che a fine Agosto si organizza per
bene e dopo una rapida consultazione in famiglia, parte con la sua nuova
idea, una bandiera nuova di zecca, molto più grande della precedente
e viste le dimensioni (mt. 3 x 4), per poterla sventolare opta per una
bella, ma costosa, canna da pesca di quelle telescopiche, le quali una
volta chiuse occupano poco spazio.
Da ridere la scena dell’acquisto, il negoziante è amico del
papà, ascolta con attenzione le sue richieste poi espone con professionalità
le caratteristiche di alcuni modelli e, al momento della fatidica domanda
: “quale tipo ti può interessare”, resta sgomento di
fronte alla sua risposta : “non devo andare a pesca, mi serve per
poter sventolare allo stadio il bandierone…”, così
infatti è giusto chiamarlo viste le sue ragguardevoli misure.
Subito dopo una rapida incursione in merceria per la stoffa, che viene
cucita in casa dalla mamma a macchina, quindi il 16 Ottobre 1973 la sua
prima uscita al prato, di fronte ai suoi amici che restano a bocca aperta.
E la bandiera precedente, che fine ha fatto?
Beh, quella è stata mandata necessariamente in pensione, anzi si
può dire al museo e questo per un semplice motivo, subito dopo
la vigliacca aggressione avvenuta in quel Roma-Napoli del campionato precedente,
lo zio oramai in preda al panico, non sapendo come tamponare la ferita
sotto l’occhio dx, pensò bene di afferrare la bandiera e,
usandola come un tampone, riuscì a fermare il sangue.
L’idea funzionò, ma il risultato finale fu quello di “inzupparla”
alla grande, così diventata come la… Sacra Sindone era oramai
degna di essere attaccata nella sua stanza, di fronte alla sua scrivania,
tra manifesti a colori del Momento sera, un paio di ciuffi e gagliardetti
vari.
Ma ritorniamo ai nostri giorni, la frequentazione curvarola ha inizio,
e questo vale per molti altri, attraverso i Roma Club, fenomeno che, anche
se nato da poco, sta cambiando usi e costumi della tifoseria giallorosa
organizzandola al meglio, ma alla fine snaturando o se vogliamo modernizzando
troppo, quel fenomeno aggregativo spontaneo che vede coinvolti un pò
tutti.
Tocca
così al R.C. viale Somalia (uno dei primi a nascere nel Giugno
1970, quando in onore del mago si chiamava “Aficionados H.H. viale
Somalia”), diventare il suo punto di riferimento, vuoi per la vicinanza,
vuoi per la prima trasferta in pullman che definire infuocata è
un eufemismo, Bologna-Roma 0-0 del 3-2-1974, ma soprattutto perché
le prime importanti conoscenze avvengono proprio grazie al club, visto
che diversi componenti dei Guerriglieri della curva Sud abitano vicino
al nostro futuro Ultras, il quale naturalmente lega subito con loro, sotto
questi auspici si inizia a creare qualcosa di veramente diverso, tutto
viene visto con una nuova ottica, in curva Sud poi si avverte tangibile
un’atmosfera che ti coinvolge dentro, ed anche il nostro amico ne
diventa facile preda.
Il campionato 73-74 lo passa, anche per una forma di correttezza nei riguardi
di chi lo ha ospitato fin dall’inizio, interamente col Viale Somalia,
ma intanto con le trasferte regolari e quelle per il campo squalificato,
le visite domenicali al muretto per salutare i nuovi amici, e gli incontri
settimanali vicino casa, nasce lentamente ma in modo costante, quella
fitta rete di conoscenze e amicizie che sono fondamentali per poter confrontarsi
e crescere.
Certo la parte della curva dove si espone il Somalia è molto più
“tranquilla” rispetto all’altra, lato Monte Mario, ma
per il momento ciò non rappresenta un problema per lui, l’importante
è essere riuscito ad entrare in curva, il resto verrà da
solo, se il Fato lo vorrà e le capacità usciranno fuori…
Intanto vicino c’è uno striscione originale che piace da
morire, il cui nome è tutto un programma “sbrana lupa sbrana”,
conosce il ragazzo che lo porta, Cesare, anche lui grande tifoso, poi
è tutto un susseguirsi di nomi, indirizzi e amicizie nuove, è
davvero una grande scuola, nella quale tutto procede nella giusta direzione,
partita dopo partita, senza soste, senza tentennamenti.
A livello calcistico viene fuori un campionato leggermente migliore del
72-73, la Roma finisce ottava, con 29 punti, 29 reti fatte e 28 quelle
subite con -16 in media inglese, a pari merito col Bologna, in serie B
retrocedono Foggia (penalizzato di ben 6 punti), Genoa e il Verona (declassato
all’ultimo posto per delibera della CAF) al posto della Sampdoria.
L’aspetto, se vogliamo sconcertante, riguarda la vetta, perché
lo scudetto, il primo, se lo aggiudica la Lazio, e tutto ciò avviene
(a parte gli innegabili meriti di un buon calcio giocato) anche per il
grosso ed insperato aiuto fornito dalla Roma a giochi quasi fatti, sembra
incredibile, ma è proprio così.
Succede che alla 28° giornata arriva la doppia sfida incrociata Torino-Lazio
e Roma- Juventus, e succede pure che, mentre il Toro batte la Lazio per
2-1, la Roma supera inaspettatamente la Juve per 3-2 (Domenghini 12’-
Anastasi 16’- Negrisolo 42’- Anastasi 52’- Prati 74’),
la classifica finale che vede la Lazio a 43, e la Juve a 41 parla da sola,
se la Roma quel giorno non avesse sfoderato una prestazione maiuscola…
Per il resto, oltre la già citata vittoria contro la vecchia signora
di Zoff, Capello e Bettega, il nostro sempre più cosciente tifoso,
ingrossa il proprio carniere.
Alla 7° giornata, 2-12-73, arriva un bel Roma-Napoli 0-1 (Braglia
37’), con i soliti grossi scontri tra le tifoserie e numerosi feriti,
tra i quali molto grave, un giovane napoletano colpito in bocca da un
colpo di lanciarazzi, fatto che avviene alla fine in curva Sud, all’8°giornata
c’è il Derby, Lazio-Roma 2-1 (Negrisolo 34’- Franzoni
46’- Chinaglia 68’), con la rete del centravanti siglata dopo
un evidente fallo dello stesso su Paolo Conti in uscita, sul quale…
l’ottimo Lo Bello non ravvisa gli estremi della carica, risultato
alla fine incidenti con la polizia, tafferugli tra tifosi e persino un
tentativo di invasione dalla Sud.
Stesso
copione al ritorno, 23° giornata, è il 31-3-74, Roma-Lazio
1-2 (aut. Pulici 5’- D’Amico 47’- Chinaglia rig. 50’),
con la variante che stavolta gli incidenti sono più gravi, invasione
vera e propria con placcaggio in campo, vetrate distrutte in curva ed
un fitto lancio di lacrimogeni dentro e fuori la Sud, senza tener conto
di ciò che accade verso la Nord coi cugini.
La movimentata domenica costa le solite due giornate di squalifica, oramai
per la Roma sono un classico, ma il nostro lupacchiotto non demorde, è
presente a Pisa con la famiglia il 7-4-74 per Roma-Vicenza, una partita
insignificante con una mattinata frizzante… (in città al
mattino ci sono scontri clamorosi ad un comizio politico, messo sottosopra
nel vero senso della parola dalle famose… truppe cammellate, le
quali trovano persino il modo di invadere la Torre, esponendo ai piani
alti lo striscione BOYS, che guarda caso è tenuto anche dal nostro
tifoso, mentre la mamma incredula scatta foto dal basso).
Non soddisfatto il 21-4-74, approfitta dell’invito al volo fatto
da un amico del papà, e con un sgangherato 126 (!) va a Napoli
per Roma-Inter 3-3 (Scala 5’- aut. Burgnich 20’- Mazzola 30’-
Boninsegna 68’- Negrisolo 76’- G.Morini 81’), dove stranamente
l’accoglienza è amichevole e la giornata scorre liscia come
l’olio, chi ci capisce è bravo.
Con tutto stò can-can come volete che si cresca in Sud?
Altro che farsi le ossa, chi si ferma è perduto, ma nessuno resta
dietro perché nessuno vuole fermarsi, alla fine il nostro tifoso,
oramai sempre presente e bene in vista, viene “acquistato”
dai Guerriglieri, i quali lo accolgono a braccia aperte, e così
i famosi discorsi di Dante visti ed ascoltati sempre da lontano e tanto
agognati, l’anno prossimo saranno vissuti in diretta, lì
sul muretto storico, non più soltanto amico, ma come effettiva
“forza combattente”.
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