6- 1972-73 ADDIO TRIBUNA…

Formazione As Roma 72/73Il campionato 72-73 oramai è alle porte, il nostro giovane tifoso quasi 18enne è di nuovo pronto ad iniziare l’ennesima nuova avventura, come sempre è molto fiducioso,e non immagina minimamente cosa le riserverà il futuro, un brutto ricordo da una parte e, conseguenza della non simpatica esperienza, una storica decisione finale dall’altra.
In mezzo, pesante come un macigno, un campionato di uno squallore unico, brutto come pochi, nel quale la sua amata Roma ha rischiato seriamente di retrocedere in B, l’allenatore H. Herrera è stato esonerato ed al suo posto, fino alla fine, ci sarà Trebiciani, emblematica in tal senso la partita Roma-Ternana dell’8/4/1973, finita 0-0 e che non dimenticherà per molto tempo.
Quella che doveva essere una “passeggiata” con l’ultima in classifica, si rivela invece come una montagna dura da scalare, così succede che durante una blanda azione offensiva il ternano Rosa, proprio sotto la Sud, colpisce un palo clamoroso con Albertone Ginulfi praticamente battuto, se fa rete è la fine ed invece quel punto strappato agli umbri, alla fine significherà la salvezza perché la Roma sarà terzultima a quota 24 insieme alla Sampdoria, Vicenza ed Atalanta, con 23 reti fatte e 30 subite, retrocedono nella serie cadetta Atalanta, Palermo e la Ternana, ultima con 16 punti.
Può sembrare superfluo aggiungere che anche in quella drammatica situazione l’Olimpico presenta sempre un bel colpo d’occhio, perché i tifosi,anche se giustamente scontenti e preoccupati, non abbandonano mai la squadra.
La disavventura del nostro lupacchiotto capita il 29 Ottobre 1972, quarta giornata, arriva il Napoli di Gedeone Carmignani e “Totonno” Juliano (anima e cuore dei partenopei), seguito come al solito da migliaia di tifosi, con i quali il rapporto non è idilliaco, anzi, visti i precedenti, pessimo è il minimo che si possa dire.
Ad ogni modo la grande massa è colorita e pittoresca, indimenticabile il funerale che organizzano alla Roma proprio di fronte alla Palla, in pratica a ridosso della curva (!), con tanto di ciuccio vivo e vegeto (!!), prete, chierichetto e altare smontabile, il giovincello, ma non solo lui, quasi non crede ai propri occhi quando, per l’indicibile frastuono, si affaccia dall’alto della Tribuna non Numerata lato Sud e osserva quel teatrino fuori dal tempo.
Col papà assente per indisponibilità, allo stadio è presente con lo zio, parcheggio canonico al piazzale degli Esteri e di corsa verso la mèta con l’inseparabile bandiera (andare alla partita senza il vessillo, ma neanche a parlarne…), ma intorno, ovunque, non si vedono che loro, i napoletani, un incubo davvero!!
Fiorentina-Roma gol di Spadoni Roma-Torino gol di CappelliniIl fatto incredibile è che preso posizione al solito posto, si gira per trovare conforto nella sua Sud e s’accorge che la stessa è divisa a metà con gli invasori, e che sotto al parterre c’è la guerra nel vero senso della parola, bastoni, razzi, pezzi di panchine, tanta, tantissima frutta e contatti fisici autentici, tutto questo senza alcuna presenza della polizia; accompagnato dal boato delle due fazioni ogni 5 minuti parte dai boccaporti un gruppetto e giù, botte da orbi, c’era poi quel napoletano vestito da Pulcinella che fa il diavolo a quattro, questa signori è l’atmosfera prima dell’inizio della partita…
La cosa strana (ma mica tanto, col senno di poi) è, che il nostro tifoso si sente ferito da così tanta arroganza e prepotenza, così invece di spaventarsi si incazza come un bufalo (magari un cucciolo…) e quando “Torrimpietra” Scaratti scarica il suo siluro alle spalle dell’incolpevole Carmignani su punizione, rete che lui si gusta alla grande perché è quasi in linea in tribuna, non c’è più modo di trattenerlo, se ne infischia dello zio preoccupato al quale aveva promesso di fare il bravo…, e incurante di tutti gli oggetti che gli piovono addosso dalla metà Sud napoletana confinante, con la sua già citata bandiera al vento avanza intrepido fino alla vetrata… attaccando il nemico senza paura.
Roma-Juventus gol di Spadoni Tifosi del NapoliAltro che i leoni in gabbia, può finire sbranato, ma questo pensiero non lo sfiora neanche un secondo, continua imperterrito ad agitare la bandiera sotto il loro naso, facendoli avvelenare ulteriormente, fino a quando altri tifosi della Roma non lo raggiungono, ma attenzione, mica per dare manforte ma per portarlo via nella speranza che i prodi napoletani la smettano di bersagliare il settore, non ha ancora 18 anni, non è fisicamente prestante e ha gli occhiali da vista, ma in quanto a coraggio ed incoscienza non è secondo a nessuno, come del resto quelli che continuano a scontrarsi in Sud coi napoletani.
Il bello, anzi il brutto, però deve ancora venire, alla fine dell’incontro, felice della vittoria, mentre si incammina verso la macchina, il nostro romanista si buca scarpa e piede con un ferro appuntito che esce dal terreno, così zoppicando vistosamente, viene aggredito alle spalle da alcuni nobili guerrieri, desiderosi così di sfogare la propria rabbia (tipico comportamento questo che tanto servirà in futuro al nostro tifoso per poter capire), lui al momento non si accorge di nulla, né sente dolore, solo un rumore di passi che velocemente si avvicinano da dietro, poi il buio, un lungo ruzzolone ed eccolo al Policlinico, con lo zio che continua a ripetere… con me allo stadio non ci vieni più…, sotto le mani del dottore laziale, il quale mentre lo ricuce con tre punti sotto l’occhio destro, taglio dovuto alla montatura degli occhiali, lo sfotte alla grande… due punti col Napoli, tre a te, siete primi in classifica...!!!
Quel pomeriggio, terminato in modo drammatico, rappresenta per il giovane tifoso una data importante perché, mentre torna a casa, mentalmente rivive il momento dell’agguato e prende delle decisioni irrevocabili, mai più occhiali, troppo pericolosi rispetto alle lenti a contatto; mai più da solo e mai più botte, la tribuna non è adatta e lui vuole la curva perché vede che lì ci sono delle realtà interessanti, i primi gruppi si fanno strada e dove c’è un gruppo, non si è mai da soli…
Certo, si tratta di convincere i propri genitori, non sarà difficile, di sicuro lui è convinto che quella sia la strada giusta, il percorso evolutivo che, senza saperlo, tutti stanno percorrendo e tra non molto li farà incontrare.
Intanto, quell’infausto campionato, iniziato con Herrera e finito con Trebiciani, vede la Juventus aggiudicarsi lo scudetto proprio a Roma, vincendo 2 a 1 (Spadoni al 29’, Altafini al 61’ e Cuccureddu all’87’) all’ultima giornata, durante l’immancabile invasione di campo non mancano i momenti di contatto tra le opposte tifoserie ed il nostro giovane tifoso, al pari degli altri, dimostra di gradire molto questi momenti di… aggregazione spontanea, ad ogni modo il passato lui se lo getta alle spalle, oramai mentalmente è tutto proiettato verso il futuro, verso il campionato 1973-74, si va in curva finalmente!!!

P.S. Le foto n.3 e n.4 sono lo specchio del pessimo campionato disputato dalla Roma, soprattutto della sua sterilità in attacco, perché tra quelle due reti trascorrono 943 minuti di assoluta tranquillità per i portieri avversari, addirittura ben 9 partite consecutive senza mai fare gol, praticamente a Dicembre 1972 quello di Spadoni n.3 ed a Marzo 1973 quello di Cappellini n.4.

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